Per Confapi Sicilia l’industria CULTURALE CREATIVA è uno dei motori della nostra economia e della ripresa e il legame, che vogliamo fortemente rafforzare, tra cultura e manifattura, bellezza e innovazione, creatività e sostenibilità, rappresenta al tempo stesso coscienza di un’eredità del nostro passato ma anche consapevolezza di sviluppo futuro della nostra regione depositaria di competenze creative/innovative e patrimonio culturale di valore inestimabile.

Narrare è un’impresa, narrare l’impresa.

Un evento destinato ad approfondire la narrativa in tutte le sue sfaccettature, con un focus sul ruolo femminile a partire dall’industria culturale e creativa per finire in tutti gli aspetti dell’imprenditorialità.
Questi i punti chiave di Narrare è un’impresa, uno dei primi eventi che segnano la nuova direzione di Confapi Sicilia ed espressione della rinnovata visione dell’associazione e dei nuovi obiettivi del Presidente Dhebora Mirabelli.

Nella splendida cornice di Villa Zito, un pomeriggio dedicato al role-model femminile dal punto di vista della narrativa, con i preziosi contributi del prof. Sandro Calvani e di quattro protagoniste della Sicilia culturale: Melinda MiceliPalmira De AngelisDaniela Gurrieri Maria Badalamenti. 

Un dibattito che si è articolato non soltanto intorno alle storie di successo nella narrativa femminile, ma soprattutto sull’importanza dell’industria culturale come vero e proprio motore dello sviluppo del territorio.

Musei, gallerie, festival, beni culturali, attività letterarie, cinema. A chi pensa che la cultura si esprima prevalentemente attraverso queste forme di attività, il Presidente Mirabelli risponde che la produzione culturale e creativa poggia anche su iniziative produttive che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività. Ed è così che il “confine” del sistema culturale e creativo si allarga e tiene dentro il design, l’architettura, la comunicazione e tutte quelle industrie creative che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia dal turismo all’enogastronomia alla manifattura dando vita ad una cerniera, una ‘zona ibrida’ in cui si situa la produzione che va dalla manifattura evoluta all’artigianato artistico. 

Parliamo nel complesso di 414.701 imprese, che incidono per il 6,7% sul totale delle attività economiche del Paese (2017).

Cosa raccontano i dati

Le imprese che operano nei settori del CoreCultura, direttamente collegate alle attività culturali e creative, sono 289.112, mentre le restanti sono inserite nella componente creative driven, dove confluiscono tutte le attività economiche non strettamente riconducibili alla dimensione culturale ma caratterizzate da strette sinergie con il settoreIn Sicilia si trovano 16.355 delle 289.112 imprese italiane direttamente collegate alle attività culturali e creative: tra i sottosettori è l’editoria a contare il maggior numero di imprese (96.264 in Italia, 6.927 in Sicilia). Con riferimento alle arti performanti e arti visive per incidenza di imprese nel settore si colloca al primo posto la Sicilia (6,6%) rispetto alle altre Regioni d’Italia.

L’intero percorso di crescita del Sistema Produttivo Culturale e Creativo è arricchito inoltre dalla presenza di occupati sempre più qualificatidal 2011 al 2016 il numero di laureati nel settore è aumentato dal 33% al 41%. L’esigenza di ricercare sul mercato competenze specialistiche e risorse sempre più qualificate è indice di un processo di crescita del sistema orientato alla competitività e alla valorizzazione di giovani che sembrano investire nella formazione affine al Core Cultura. Non solo aspirando a entrare nel settore come dipendenti, ma anche come promotori di attività autonome, avviando imprese proprie.

Impresa, sostantivo femminile.

Le imprese femminili nella filiera culturale sono in aumento: sono, infatti, ben 52.297, pari al 18% delle imprese del Core Cultura, in crescita dello 0,3% rispetto al 2016. Più di una impresa femminile su due si concentra nell’editoria (il 53,9%), cui segue, a distanza, il comparto della comunicazione (18,8%).

Gli obiettivi di Confapi

Confapi Sicilia ha avviato percorsi di collaborazione con l’Associazione La Strada degli Scrittori (presieduta da Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera), che la vedranno partecipare agli eventi della terza edizione del Master realizzato con il patrocinio del Consiglio di Presidenza dell’ARS Assemblea Regionale Siciliana, in collaborazione con il Distretto Turistico Regionale Valle dei Templi e con il patrocinio del Parco Archeologico Valle dei Templi e CoopCulture che si terrà ad Agrigento dal 7 al 14 luglio p.v. organizzati in coincidenza con la celebrazione dei trent’anni dalla scomparsa di Sciascia.

Il Master di Scrittura sarà l’occasione per ripercorre i luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre i grandi autori che hanno appassionato e formato intere generazioni. In 30 km sono nati e si sono formati i 4 principali autori della letteratura del novecento: il Premio Nobel Luigi Pirandello, Giuseppe Maria Tomasi di Lampedusa l’autore del Gattopardo romanzo più tradotto al mondo, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri.

La partecipazione di Confapi Sicilia e del Presidente Mirabelli sarà essenziale per una possibile intesa su comuni programmi futuri.

Certa che Confapi Sicilia e le imprese aderenti potranno trovare interesse a un progetto che tenta di rilanciare attraverso la cultura l’economia di un’intera area. Come dice Andrea Camilleri la strada degli scrittori è la strada del formaggio che assaggi, del vino che assapori… Appunto un modo per rimettere in moto l’economia con sani onesti business. Perché, insiste Camilleri, come ho già detto “con la cultura si mangia”. – Dhebora Mirabelli

Iniziative come queste servono a rafforzare la consapevolezza e la coscienza nei giovani e nei meno giovani del valore inestimabile che riveste l’investimento in Cultura quando questo si trasforma in culto per la bellezza e alimenta quel Made in Italy che fa da traino al posizionamento delle nostre eccellenze e talenti nel mondo in chiave assolutamente meritocratica.